CONCORSO STRAORDINARIO INFANZIA E PRIMARIA 2018: GLI ESCLUSI

CONCORSO STRAORDINARIO INFANZIA E PRIMARIA 2018: GLI ESCLUSI 

Come noto lo scorso 9 novembre 2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (IV serie speciale “Concorsi ed esami”) il bando di concorso straordinario che permetterà l’immissione in ruolo di, ipotizzati, 12mila docenti nei ruoli della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, sia su posto comune che su sostegno.

Ebbene, è previsto che possano partecipare coloro che, in possesso del titolo di diploma magistrale conseguito prima dell’a.s. 2001/2002, o della laurea in scienze della formazione primaria, abbiano anche il requisito del servizio prestato pari a due anni negli ultimi otto.

Se parrebbe legittimo ipotizzare una procedura più snella del concorso ordinario per coloro che hanno già accumulato una certa esperienza da docenti nel mondo della scuola (sebbene la procedura sia stata studiata per risolvere “politicamente” il problema della ammissione in massa dei diplomati magistrali in GAE, poi esclusi, o destinati all’esclusione, a seguito dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato del 2017), non sembra parimenti legittima la limitazione operata in danno dei docenti che hanno prestato servizio nelle scuole paritarie.

Il bando prevede, infatti, come requisito di ammissione al concorso straordinario per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, che il servizio di due anni negli ultimi otto, sia stato prestato in scuole statali.

Ancora una volta, come accade d’altronde nelle procedure di mobilità (valutazione servizio ai fini della ricostruzione di carriera) è  evidente la violazione delle norme di legge a tutela della parità tra scuola pubblica e scuola privata, introdotta e perseguita dalla legge n. 62/2000, e la violazione delle disposizioni Costituzionali poste a difesa della parità di trattamento.

La giurisprudenza, in materia di riconoscimento del servizio prestato nelle scuole paritarie, ha più volte dichiarato l’illegittimità di disposizioni analogamente “discriminanti”, in attuazione dei principi di eguaglianza e imparzialità della Pubblica Amministrazione (artt. 3 e 97 della Costituzione), non sussistendo ragioni valide a discriminare, ovverosia a trattare diversamente, servizi che sono assimilabili per dignità e caratteristiche.

La parità, stabilita per legge, non è effettiva laddove, come ancora una volta accade, il servizio prestato nelle scuole paritarie non venga considerato valido ai fini dell’ammissione al concorso.

Pertanto, e come anticipato, il nostro team di legali proporrà ricorso al fine di ottenere l’ammissione al concorso straordinario previsto per la scuola dell’infanzia e primaria per i docenti che raggiungano il requisito di servizio, di sbarramento, attraverso il computo del servizio prestato in scuole paritarie.

CONCORSO STRAORDINARIO INFANZIA E PRIMARIA 2018: GLI ESCLUSI 

Per aderire al ricorso o ricevere informazioni è possibile contattare il servizio consulenza legale.

Per maggiori informazioni leggi l’Articolo “Concorso Diplomati 2018: Aperti i termini per aderire al ricorso”.

 

Ricorso concorso straordinario 2018
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