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Ricorsi per la mancata stabilizzazione dei docenti precari – PARTONO I RICORSI INDIVIDUALI AL GIUDICE DEL LAVORO

La situazione della precarietà nella scuola italiana è drammatica, mette a rischio la continuità didattica, l’attività ordinaria di insegnamento e di formazione garantita dallo Stato ai cittadini, grazie al persistente utilizzo di personale specializzato a tempo determinato.

Ogni anno, infatti, vi sono più di 200.000 i supplenti annuali che hanno un contratto sino al 30 giugno o al 31 agosto per garantire il regolare funzionamento dell’amministrazione scolastica, nonostante la normativa comunitaria e nazionale preveda l’immissione in ruolo del personale docente che ha prestato servizio per tre anni consecutivi a tempo determinato presso la P.A.

Ciò comporta che ancora ad oggi il tasso di precarietà per il funzionamento ordinario della scuola si attesta al 15% con grave pregiudizio dell’efficienza del servizio erogato.

A ciò va aggiunto che sebbene diversi posti siano vacanti e disponibili e debbano essere assegnati per la prima volta in supplenza annuale, ovvero al 31 Agosto, in realtà più di 20.000 cattedre sono assegnate illegittimamente al 30 giugno. Inoltre è stato negato il diritto agli scatti biennali di anzianità per il personale precario per gli anni precedenti, in contrasto con quanto disposto dall’art.53 della Legge 312/80.

Sono ormai diversi i pronunciamenti dei Tribunali Ordinari che sanzionano il MIUR per la violazione di norme imperative, condannando l’Amministrazione al risarcimento dei danni e ad effettuare una ricostruzione di carriera corretta in termini retributivi e contributivi. Inoltre, la Corte Europea con Sentenza del 22/12/2010, nelle cause riunite C-444/09 e C-456/09, ribadisce il divieto di discriminazione tra lavoratori di ruolo e lavoratori con contratto a tempo determinato, nell’attribuzione degli scatti di anzianità. In un’altra sentenza della Corte Europea i giudici hanno ripreso i temi sviluppati dall’avvocatura dello Stato italiano, in materia “A tale proposito, nelle sue osservazioni scritte il governo italiano ha sottolineato, in particolare, che l’art. 5 del d. lgs. n. 368/2001, quale modificato nel 2007, al fine di evitare il ricorso abusivo ai contratti di lavoro a tempo determinato nel settore pubblico, ha aggiunto una durata massima oltre la quale il contratto di lavoro è ritenuto concluso a tempo indeterminato e ha introdotto, a favore del lavoratore che ha prestato lavoro per un periodo superiore a sei mesi, un diritto di priorità nelle assunzioni a tempo indeterminato. Inoltre, l’art. 36, quinto comma, del d.lgs. n. 165/2001, come modificato nel 2008, prevedrebbe, oltre al diritto del lavoratore interessato al risarcimento del danno subìto a causa della violazione di norme imperative e all’obbligo del datore di lavoro responsabile di restituire all’amministrazione le somme versate a tale titolo quando la violazione sia dolosa o derivi da colpa grave, l’impossibilità del rinnovo dell’incarico dirigenziale del responsabile, nonché la presa in considerazione di detta violazione in sede di valutazione del suo operato.”

Alla luce del quadro normativo e giurisprudenziale sopra esposto, i legali ACLIS hanno predisposto le procedure per aderire ai ricorsi individuali al Giudice del Lavoro al fine di ottenere il giusto riconoscimento dei diritti di tutti i docenti precari che hanno stipulato almeno tre contratti a tempo determinato.

Quanti fossero interessati ad aderire al ricorso, possono contattarci inviando una e-mail al nostro indirizzo di posta elettronica prodocenti@libero.it , oppure direttamente dal nostro sito www.aclis.it cliccando sul link “scrivici”; nell’e-mail, oltre ad indicare nell’oggetto “adesione ricorsi per la stabilizzazione dei precari”, bisogna comunicare i vostri dati e recapiti telefonici.

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